IL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA CLAUDIO MARTINI

ALLA SUMMER SCHOOL DI SAN GIMIGNANO

 

 

L’intervento del Presidente della Regione Toscana nella giornata del 28 agosto, si è incentrato sul ruolo dell’Europa. Martini tralasciando di leggere l’intervento che aveva preparato per l’occasione, è entrato nel vivo della discussione della Summer School e dopo aver svolto una breve introduzione ai lavori ed ascoltato i diversi professori che hanno trattato il tema Cittadini d'Europa: uguali e diversi, è intervenuto direttamente nel dibattito portando la sua esperienza di “costituente europeo”, rappresentando infatti all’interno della Convenzione i poteri locali. Anche Martini come gli altri che lo hanno preceduto (lo aveva fatto ad esempio Giuliano Amato nella serata inaugurale  del 24), si è chiesto quale futuro attende l’Europa. La Convenzione ne discute da un punto di vista strutturale, ma urge approfondire su quali cardini culturali e ideali si baserà la nuova Europa.

E’ un fatto consolidato – ha sostenuto Martini – che gran parte dell’Europa (soprattutto quella comunitaria) si è liberata della guerra. E il salto da Auschwitz e Birkenau alla pace è stato un salto notevole e per molti apetti quasi miracoloso. Ma se l’Europa ha saputo costruire la pace al suo interno,  l’Unione Europea ha una scarsa presenza mondiale. Ad esempio sulla questione mediorientale. Non riesce neppure ad avere una voce unitaria.

Per quanto riguarda la religione è innegabile come essa sia stata nella storia europea foriera di pace ma anche di guerra . Ma secondo Martini oggi la religione può giocare un ruolo importante, potendo trasformarsi addirittura in motore della identità moderna dell’Europa. E la Toscana può assumere un ruolo di primo piano essendo stata la terra di Giorgio La Pira, di padre Ernesto Balducci, di don Lorenzo Milani.

Di fronte al politichese di molti interventi dei delegati europei alla Convenzione, Martini metterà loro di fronte la complessità e l’intricata durezza dei problemi discussi alla Summer School on Religions di San Gimignano (e maggiore complimento non poteva farlo).

Il tessuto europeo nel suo complesso fa intravedere comunque un’Europa fucina di riflessioni (pur nelle immani difficoltà), disponibile ad incrociarsi e fare cerniera con riflessioni provenienti dal resto del mondo, contrariamente all’isolazionismo degli Usa.

Per cui ci si può sentire ottimisti, per il dinamismo delle cose, ma pessimisti per l’accentuazione dei conflitti (basti pensare all’Iraq e i minacciosi scenari che si stanno preparando).

La Convenzione ha appena iniziato i suoi lavori e completando la fase preparativa ed entra ora nel vivo dei problemi. L’auspicio del Presidente della Regione Toscana è che l’Europa diventi un vero laboratorio del dialogo planetario.